Dentro il silenzio by Antonella Lumini

Dentro il silenzio by Antonella Lumini

autore:Antonella Lumini [Lumini, Antonella]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Lindau
pubblicato: 0101-01-01T00:00:00+00:00


In un campo di ulivi sentirsi ulivo.

In un prato, filo d’erba.

Su uno scoglio, tra l’oscillare delle onde,

sentirsi onda.

Effetto mimetico della pura adesione.

L’adesione richiede partecipazione alla gioia e al dolore. Si può stare nel dolore solo quando riusciamo a stare nella gioia.

La vita è gioia che sgorga, pienezza che strabocca. Quando si partecipa la sovrabbondanza della grazia, si può cominciare a vivere il dolore. Accompagnare il nascere e morire delle creature è possibile solo dal punto di vista della pienezza, di una coscienza che sa di appartenere alla vita eterna.

Il continuo sacrificio, la costante immolazione delle creature, segna il loro rientro nella potenza pura. Nell’eterno movimento che va dalla potenza all’atto e che dall’atto ritorna verso la pura potenza, si svela il mistero dell’amore.

*

Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più (Geremia 31,15; Matteo 2,18).

C’è un sacrificio che sembra sprecato: vite divorate, schiacciate, uccise dall’egoismo infrenabile che è peggiore di una bestia inferocita. Questo dolore non trova consolazione, ma è proprio lì, nell’assurdo che fa ammutolire, che compare il volto sfregiato di Cristo. Compare la croce che tutto assume in sé nel grido lacerato dell’abbandono. È quel grido lacerato che consola. È la morte di Dio.

La morte di Dio è l’esperienza dell’assenza di Dio che entra in Dio. Dio conoscendo la morte, conosce l’assenza di sé stesso. La morte di Dio libera la morte da sé stessa.

*

L’adesione chiede amore puro, amore per l’intero creato. Per amare il creato, prima bisogna amare le creature. Prima ancora, ognuno deve amare sé stesso come creatura.

Per tutti, la prima creatura siamo noi stessi, l’ultima creatura è la morte.

La morte appartiene a Cristo e può essere amata solo in lui.

Solo chi cresce come Figlio può amare la morte, può non fuggirla, attraversarla da vivo.

Dell’infanzia di Gesù non sappiamo quasi nulla, ma il suo crescere silenzioso corrisponde al misterioso crescere in lui di questo processo di adesione a Dio, al suo faticoso prendere coscienza di appartenere a Dio, di essere Dio in Dio.

Gli anni dell’infanzia e della maturità, prima della vita pubblica, forgiano il tempo del completo distacco da sé e dell’affermarsi in lui della coscienza di essere, in quanto Figlio dell’uomo, Figlio di Dio. Del risvegliarsi in lui della coscienza dello stato originario di totale unione con Dio.

È in questa faticosa presa di coscienza che l’uomo in lui si compie e che la rivelazione entra nella pienezza, svela la misteriosa profondità dell’essere.

La faticosa presa di coscienza di Gesù, la sua testimonianza incarnata, accelerano il tempo vettoriale, danno piena visibilità alla meta che orienta il tempo escatologico.

*

Ognuno è sempre al suo posto. Le dimensioni individuali e gli eventi mettono bene in luce la permanente connessione tra parte e tutto. Le distanze si avvicinano e i tempi si accorciano.

Quando attraversiamo una prova dolorosa è come scendere veramente dentro sé stessi, in quel luogo insondabile custodito nel cuore. I luoghi interiori si manifestano nella vita concreta affinché ce ne possiamo liberare vivendoli.



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